Unipol, Bnl…
Se ne vadano tutti – governino i lavoratori
Cirio, Parmalat, Bond argentini, scalate incrociate di Antoveneta e di BNL da parte di avventurieri senza
scrupoli… Gli scandali finanziari rivelano la concreta natura del capitalismo.
Le
fortune di milioni di lavoratori, correntisti, piccoli risparmiatori, gia
tartassate dai costi bancari più alti di Europa, sono
usate dalle banche come leva di speculazioni e scalate finanziarie in un
infinito gioco di risiko in cui i banchieri si
scannano tra loro per la spartizione delle imprese e di una rendita finanziaria
esentasse, e la povera gente vede messi a rischio quotidianamente piccoli
risparmi e posti di lavoro.
L’ ” associazione a delinquere”
non sta ( solo) nel quartierino dei furbetti Fiorani
,Ricucci ,Gnutti e Consorte
e nelle loro illegalità. Sta nell’intero sistema bancario e capitalistico del
paese. Sta nella legale rapina quotidiana che esso opera ai danni delle masse
popolari. Sta in quella legge della giungla che vede settori diversi
dell’apparato dello stato, della magistratura, della stampa, dei servizi
segreti, dei partiti borghesi di centro destra e di centro sinistra,
predisporsi a soccorso delle diverse cordate capitalistiche, l’una contro l’altra armate, in cambio di favori e prebende. E in cui i
capitalisti a loro volta, senza alcuna distinzione, si rivolgono indifferentemente a tutti
i possibili interlocutori, siano essi di centro destra o di centro sinistra, in
cambio di sostegni e complicità. Così Callisto Tanzi
(Parmalat) finanziò indifferentemente Prodi e
Alemanno. Così Fiorani, Ricucci,
Gnutti, Consorte si sono
appoggiati indifferentemente su Berlusconi e Fassino.Così Tronchetti Provera
ha ricercato e ottenuto i favori sia di D’Alema
(prima) sia di Berlusconi (dopo)
Milioni di lavoratrici e di lavoratori e l’intera economia
italiana sono presi in ostaggio da questo cinico gioco
di società della borghesia. Nel quale il confine vero non è tra
centro destra e centro sinistra, ma tra capitalisti e lavoratori, strozzini
e vittime. E’ ora di dire basta!
La crisi economica, sociale, morale, delle classi dirigenti
richiede una risposta radicale. Altro che chiedere” codici
etici” a padroni e banchieri usurai. Altro che governare con Prodi-Banca Intesa, con Rutelli-
Montezemolo o con Fassino-Unipol.
E ora di dire
che le classi dirigenti e i loro portavoce hanno fallito, e se ne devono
andare. La cacciata di Berlusconi si deve accompagnare ad un “processo
popolare” all’insieme delle classi dominati. Solo i lavoratori e le masse
popolari possono riorganizzare su basi nuove la società italiana.
Si intraprenda
una lotta per la nazionalizzazione delle banche, senza indennizzi ( ne hanno
avuti sin troppi) e sotto il controllo dei lavoratori,
unendo nella lotta lavoratori, consumatori, piccoli risparmiatori.
Si sviluppi una mobilitazione per la nazionalizzazione
senza indennizzo e sotto il controllo operaio delle aziende in crisi,
unendo il fronte delle 3500 vertenze aziendali oggi presenti, a difesa del
posto di lavoro.
Si uniscano le mille lotte disperse per i contratti di
lavoro,per l’aumento dei salari, contro il precariato,
per un salario ai disoccupati riconducendole ad una prospettiva di alternativa
vera di società e di potere: ad una lotta generale per un governo dei lavoratori delle
lavoratrici, che la faccia finita col capitalismo e costruisca un altro ordine sociale.
Invece di corteggiare Prodi, Rutelli e Fassino, le sinistre
uniscano le proprie forze per una prospettiva sociale politica indipendente. Per cacciare Berlusconi dal
versante dei lavoratori e non dei banchieri!
“Que se ne
vayan todos” ( che se ne
vadano tutti), parola d’ordine di grandi masse latino americane, e oggi più
attuale che mai nel nostro paese. Progetto Comunista- sinistra del PRC porterà
in ogni lotta e in ogni movimento questa prospettiva
generale.